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Storia

Monzuno era abitato già in età eneolitica; nel Medioevo fu terra di confine tra Longobardi e Bizantini

La chiesa di CerpianoLa zona tra Setta e Savena risulta abitata sin dal periodo eneolitico, e uno sviluppo più consistente si riscontra in età imperiale romana. Nell'alto Medioevo spiccano per importanza gli abitati di Brento e di Montorio, il cui castello segnava il confine tra longobardi e bizantini; nei pressi era situata l'importante pieve di San Pietro di Sambro. Nei secoli successivi, e fino alla sua distruzione nel 1376, il castello di Monzuno è centro importante del potere sulle terre appenniniche, luogo delle contese fra le famiglie di da Monzone e Panico e sede di un vicariato della montagna. Dopo varie vicissitudini in epoca moderna, il territorio monzunese entra nella storia unitaria d'Italia come Comune.

Il primo '900 è caratterizzato dalla costruzione della Ferrovia Direttissima, inaugurata nel 1934, e dal collegato trasferimento della sede comunale a Vado (1930). Durante la seconda guerra mondiale, nell'autunno 1943, sul territorio si forma la Brigata Partigiana Stella Rossa, guidata da Mario Musolesi, detto Lupo; nel rastrellamento, che coinvolge anche la Brigata, tra il 29 settembre e il 10 ottobre 1944, l'esercito nazista compie l'eccidio di Monte Sole (o di Marzabotto), con la strage di molti civili di Vado e delle frazioni vicine, che segna indelebilmente la storia di Monzuno. Il Comune è tra i fondatori della Scuola di Pace di Monte Sole.
Tra il 1956 e il 1960, viene costruita l'altra infrastruttura che solca il territorio, l'Autostrada del Sole.
Negli ultimi anni, dopo lo spopolamento storico della montagna nella seconda metà del XX secolo, si registra un sensibile incremento demografico.