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Assegni di maternità

MaternitàNel quadro delle politiche di sostegno alla famiglia, l'assegno di maternità per le madri non lavoratrici rientra tra le misure di aiuto finanziario finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita del nucleo familiare e di contrasto alla povertà.

Riferimenti legislativi

Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo - Legge 448/1998, art.66, recepito successivamente dall'art 74 del D.Lgs. 151/2001.

Assegno di maternità per le madri non lavoratrici

L'assegno di maternità è una misura di sostegno economico rivolta alle donne che non percepiscono l’indennità di maternità erogata dall’INPS (o da altri enti previdenziali) né alcun trattamento economico (retribuzione) da parte del datore di lavoro per il periodo di maternità.maternità concesso dai comuni ed erogato dall'INPS.

Destinatari

Le cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di carta di soggiorno (non è sufficiente il permesso di soggiorno anche se rilasciato per un motivo che consente un numero indeterminato di rinnovi; in tale ipotesi, anche il figlio che non sia nato in Italia o non risulti cittadino di uno Stato dell’Unione Europea, deve essere in possesso di carta di soggiorno.)

Cittadine comunitarie: Dal 1° Maggio 2004: Le cittadine dei Paesi entrati a far parte della UE -Malta, Cipro, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia - acquistando lo status di comunitarie, possono richiedere, se in possesso degli ulteriori requisiti, l'assegno di maternità, ex art.66 della legge n.448/1998 e ex art.48 della legge n.488/1999 nonché l'assegno per il nucleo familiare numeroso, ex art.65 della legge n.448/1998.

Dal 1° Gennaio 2007 in applicazione della circolare INPS n.46 si estende il diritto anche ai cittadini bulgari e rumeni.

Cittadine extra comunitarie: Le cittadine extracomunitarie coniugate con cittadini italiani o con cittadini comunitari, in base all'art. 5 bis, come introdotto dall'art. 1 del D.L.gs 2 agosto 1999, n.358 sono equiparate ai familiari "comunitari" ed hanno pertanto diritto ad ottenere la carta di soggiorno con le stesse modalità, senza il requisito della regolare permanenza in Italia di sei anni. Le cittadine extracomunitarie coniugate con titolari di carta di soggiorno, hanno diritto ad ottenere la carta di soggiorno senza il requisito dei sei anni di regolare permanenza in Italia documentando l'esistenza del rapporto di parentela e la mancanza delle condizioni ostative, di cui al comma 3 dell'art.9 del D.L.vo286/98. (Vedi circ. Ministero Interno - Dip. Pubblica Sicurezza- n.300/c/355/P/12.214.9 del 4/04/01) .

Requisiti

Erogato per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento in caso di adozione o di affidamento preadottivo, (il minore, se italiano, non deve superare i sei anni di età. in caso di adozione o di affidamento preadottivo, se straniero, non deve superare la maggiore età.

Il nucleo familiare non deve superare un determinato livello di reddito, valutato sulla base dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISE)*. Tale livello viene definito di anno in anno. * L'Indicatore della situazione economica (ISE) è lo strumento per selezionare, attraverso un meccanismo certo e uniforme basato su determinati criteri e l'accertamento dei mezzi, i beneficiari delle provvidenze economiche sulla base della loro situazione economica.

La madre richiedente deve essere residente nel territorio dello Stato italiano al momento della nascita del figlio o al momento dell’ingresso nella propria famiglia anagrafica del minore in adozione o in affidamento preadottivo.

Dove e quando fare la domanda

La domanda per la concessione dell'assegno di maternità va presentata su apposito modulo, allegando la documentazione richiesta, presso il Comune di residenza, perentoriamente entro sei mesi dalla nascita del figlio o, in caso di affidamento preadottivo o di adozione senza affidamento, dal momento dell'ingresso del minore nel nucleo familiare.

Se la cittadina extracomunitaria al momento della presentazione della domanda non è ancora in possesso della carta di soggiorno, deve allegare alla domanda la copia della richiesta del documento alla questura; in tal caso il Comune può tenere in sospeso la domanda fino al completamento del procedimento, ma comunque entro sei mesi dal parto.(decreto n.452/2000-art.13).

Importo

L'importo può variare nel caso in cui venga concesso come differenza tra la quota percepita in virtù di altre prestazioni e la misura intera prevista. L'importo dell'assegno è rivalutato al 1° gennaio di ogni anno sulla base dei prezzi al consumo per le famiglie di operai o impiegati calcolato dall'ISTAT.

Casi particolari

In caso di parto gemellare l'assegno si raddoppia.

Decesso del neonato: l'assegno può essere erogato nel caso di decesso del figlio appena nato in analogia con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di indennità di maternità ( D.lgs.151/2001).

Concessione dell'assegno ad altri soggetti:

  • Al padre, in caso di abbandono da parte della madre e di affidamento esclusivo al padre, a condizione che il figlio sia soggetto alla sua potestà e che la madre fosse residente e soggiornante nel medesimo comune in Italia al momento della nascita;

  • .in caso di madre minore di età (come in tutte le altre ipotesi di incapacità di agire), al padre maggiorenne a condizione che la madre risulti regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato italiano al momento del parto, che il figlio sia stato riconosciuto dal padre stesso, si trovi nella sua famiglia anagrafica e sia soggetto alla sua potestà. Qualora anche il padre del bambino sia minore di età, o comunque non risultino verificate le altre condizioni, la richiesta può essere presentata, in nome e per conto della madre, dal genitore della stessa esercente la potestà ovvero, in mancanza, da altro legale rappresentante;

  • in caso di decesso della madre del neonato (o della donna che ha ricevuto il minore in adozione o in affidamento preadottivo), al padre che abbia riconosciuto il figlio (o al coniuge della donna adottiva o affidatoria) a condizione che il minore si trovi presso la famiglia anagrafica del richiedente e sia soggetto alla sua potestà (o comunque non affidato a terzi);

  • All'affidatario preadottivo, alle seguenti condizioni: cittadino italiano o comunitario al momento dell'ingresso del minore nella famiglia anagrafica; cittadino extracomunitario in possesso della carta di soggiorno, ai sensi dell'art. 9 del D.L.gs 286/1998, al momento della separazione, ai sensi dell'art.25 della legge 184/1983;

  • All'adottante non coniugato: residente italiano, comunitario o in possesso della carta di soggiorno, in caso di adozione pronunciata solo nei suoi confronti, ai sensi dell'art. 44, 3° comma, della legge n.184/1983.

  • In caso di neonato, non riconoscibile o non riconosciuto, da alcuno dei genitori, l'assegno può essere erogato al soggetto, cittadino italiano, comunitario o in possesso della carta di soggiorno, che abbia avuto in affidamento il minore con provvedimento del giudice e che abbia il minore nella propria famiglia anagrafica.

    In tutti questi casi l’assegno spetta sempre a condizione che il richiedente sia cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in possesso della carta di soggiorno e residente in Italia.

Assegni di maternità per altre situazioni

L'assegno di maternità è una misura di carattere economico concesso ed erogato dall'INPS. Riferimenti legislativi: "Riduzione degli oneri sociali e tutela della maternita' "Legge finanziaria 2000, n. 488/99 - Art.49, comma 8- relativo regolamento di attuazione n. 452/2000 - Recepito successivamente dal D.Lgs. n.151/2001 art. 75.

Destinatari

Le donne residenti, cittadine italiane o comunitarie ovvero in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. n.286 del 25.7.1998, per le quali siano in atto o siano stati versati contributi per la tutela previdenziale obbligatoria della maternità per ogni figlio o per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo

Requisiti

specifica situazione lavorativa o assicurativa ( vedere in proposito il Decreto 21 dicembre 2000, n.452/2000 e la circolare. INPS n.143 del 16 luglio 2001.

Dove e quando fare la domanda

La domanda in carta semplice deve essere presentata presso l'INPS competente per territorio di residenza dalla madre legittima o dalla madre naturale. La domanda deve essere presentata nel termine perentorio di sei mesi dalla data di nascita del figlio o dalla data di ingresso del minore nella famiglia anagrafica della donna che lo riceve in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento. Per evitare la duplicazione delle domande, le interessate che non fossero certe di possedere i requisiti previsti e intendessero richiedere cautelativamente entrambi gli assegni di maternità, possono presentare una sola domanda alle sedi dell'Inps che provvederanno successivamente a trasmettere ai Comuni le richieste prive dei requisiti per la concessione dell'assegno erogato dall'Istituto. Per i Comuni la data di decorrenza della domanda è quella di presentazione presso l'INPS. Casi particolari In caso di parto gemellare, l'assegno si raddoppia.

Importo

L'importo può variare nel caso in cui venga concesso come differenza tra la quota percepita in virtù di altre prestazioni e la misura intera prevista. L'importo dell'assegno è rivalutato al 1° gennaio di ogni annosulla base dei prezzi al consumo per le famiglie di operai o impiegati calcolato dall'ISTAT.

Concessione dell'assegno ad altri soggetti

  • Al padre, in caso di abbandono da parte della madre e di affidamento esclusivo al padre, a condizione che il figlio sia soggetto alla sua potestà e che la madre fosse residente e soggiornante in Italia al momento della nascita, nel caso in cui sia in possesso dei requisiti lavorativi o assicurativi (vedere in proposito il Decreto 21 dicembre, n.452 e la circolare INPS n.143 del 16 luglio 2001)

  • All'affidatario preadottivo, alle seguenti condizioni: cittadino italiano o comunitario al momento dell'ingresso del minore nella famiglia anagrafica, ; cittadino extracomunitario in possesso della carta di soggiorno ai sensi dell'art. 9 del D.L.gs 286/1998, al momento della separazione, ai sensi dell'art.25 della legge 184/1983;

  • All'adottante non coniugato, alle seguenti condizioni: residente italiano, comunitario o in possesso della carta di soggiorno, in caso di adozione pronunciata solo nei suoi confronti, ai sensi dell'art. 44, 3° comma, della legge n.184/1983.

In caso di neonato, non riconoscibile o non riconosciuto, da alcuno dei genitori, l'assegno può essere erogato al soggetto, cittadino italiano, comunitario o in possesso della carta di soggiorno, che abbia avuto in affidamento il minore con provvedimento del giudice e che abbia il minore nella propria famiglia anagrafica.

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