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Un caldaia a legna per riscaldare gli edifici pubblici di Monzuno

Discusso in una riunione pubblica della commissione ambiente e territorio del Comune di Monzuno il progetto dell’amministrazione di realizzare una caldaia centralizzata a biomassa a servizio degli edifici pubblici del centro

Sabato 17 febbraio 2018 si è tenuta una riunione pubblica della Commissione Ambiente e Territorio aperta al pubblico. All’ordine del giorno c’era l’obiettivo dell’amministrazione comunale di realizzare una centrale di teleriscaldamento a biomassa locale al servizio del municipio comunale e degli edifici comunali vicini.

Il progetto prevede l’installazione di una caldaia a cippato di legna vergine da 850 kW, con relativo stoccaggio, che attraverso circa 300 metri di tubature scalderà municipio, scuole, biblioteca e palestra. Rientra nel cosiddetto “patto dei sindaci”, la campagna europea che incentiva gli amministratori ad aumentare l’efficienza energetica e utilizzare energie rinnovabili, ed è finanziato per circa 500 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo gli interventi di installazione di pannelli fotovoltaici su vari immobili comunali e la realizzazione di un municipio ad alto risparmio energetico, l'amministrazione sta dunque proseguendo sulla strada del risparmio energetico e del rispetto ambientale producendo calore attraverso il materiale legnoso proveniente da tagli e falci. Oltre tutto il Comune sta lavorando anche ad un progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica.

Il teleriscaldamento consente l’utilizzo di accumulo termico: in questo modo il calore prodotto nelle ore di basso fabbisogno può essere utilizzato nelle ore di punta. Ciò permette di ottenere rendimenti annuali più elevati grazie ad un funzionamento più costante del sistema di combustione.

In questo genere di impianti, grazie ad una perfetta combustione, le emissioni di monossido di carbonio e ossido di azoto risultano inferiori di circa 40 volte rispetto a quelle che si avrebbero mediante la combustione di legna in stufe/caminetti tradizionali per ottenere la stessa quantità di energia termica. In altre parole le emissioni della nuova centrale sono paragonabili a quelle di una sola stufa a legna da 20 kW.

Il legno, poi, contrariamente a quanto avviene con il gasolio e con il gas, non altera i valori di anidride carbonica ed è una risorsa rinnovabile. Non solo: per minimizzare il consumo di biomassa il progetto prevede l’installazione di 80 mq di pannelli solari, che produrranno energia termica in tutte le stagioni, andando a riscaldare il volume di acqua contenuto negli accumulatori di calore.

A monte del collegamento con la canna fumaria verrà installato un sistema d’abbattimento dei fumi: un elettrofiltro volto a minimizzare l’emissione di polveri ben al di sotto i limiti previsti: anche in questo caso le emissioni di polveri saranno, perciò, confrontabili con un impianto di piccola taglia. Il combustibile sarà procurato attraverso un consorzio agroforestale che permetterà di attivare sul territorio (mediante la partecipazione di soci agricoli locali) nuove attività di gestione e pulizia del bosco, in parte direttamente di proprietà comunale.

La caldaia e il magazzino per il cippato saranno costruiti nei pressi del parcheggio vicino alla scarpata di fronte al municipio, una scelta che ha un impatto visivo quasi nullo perché sarà integrata nel contesto urbano, non visibile dai percorsi paesaggistici.

A conclusione della commissione è stato inoltre presentato il piano di illuminazione pubblica del Comune che prevede la sostituzione delle lampade attuali con lampade led più efficienti.