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Lettera della sezione ANPI di Monzuno

Settantacinque anni fa si concluse la Seconda guerra mondiale. L’Italia conquistò la pace, la libertà e la democrazia. Da settantacinque anni ne possiamo godere, pur con tutte le difficoltà e le limitazioni che abbiamo incontrato. Un periodo così lungo di autogoverno democratico e pacifico non era mai accaduto nel nostro Paese, per quanto indietro si risalga nei secoli.

Settantacinque anni fa si concluse la Seconda guerra mondiale. L’Italia conquistò la pace, la libertà e la democrazia. Da settantacinque anni ne possiamo godere, pur con tutte le difficoltà e le limitazioni che abbiamo incontrato. Un periodo così lungo di autogoverno democratico e pacifico non era mai accaduto nel nostro Paese, per quanto indietro si risalga nei secoli.

I protagonisti di quel momento fondamentale furono le forze militari alleate, le formazioni partigiane italiane, i nuclei armati del nuovo esercito italiano e la decisa volontà di cambiar pagina della grande maggioranza delle donne e degli uomini del popolo italiano, stremato dalla guerra, dalla miseria, dalla dittatura.

Questo è il 25 Aprile. Questo fonda il patto costituzionale repubblicano. Questo stabilisce il discrimine del giudizio storico su quegli eventi. Questo disegna l’orizzonte nel quale viviamo come collettività civile nazionale.

Il 25 Aprile illustrò e illustra un “contro” e un “a favore”. Un “contro” ad un modo di interpretare la vita e il governo basati sull’esaltazione ed il comando di uno e di pochi; basato sull’obbedienza cieca, che stabilisce il diritto, e l’entusiasmo bellicistico; basato sulla repressione del dissenso e la viltà intellettuale; basato su un falso unitarismo nazionale ed una reale discriminazione sociale ed economica. Un “a favore” di un accordo politico fra donne e uomini eguali nei diritti e nella ricerca della propria emancipazione; di una battaglia per la giustizia sociale sempre combattuta apertamente e pacificamente; di un’acculturazione generale, libera e critica; della ricerca di un modello di relazioni economiche sostenibile per tutte le componenti della società italiana, di un’informazione indipendente e libera. Per questo è bene ed è bello celebrare e festeggiare il 25 Aprile.

Per questo è bene ed è bello celebrarlo e festeggiarlo anche e soprattutto in questo 2020 blindato dal coronavirus.

Perché fino a quando ci sarà una cittadina italiana, un cittadino italiano in pace, liberi, volti alla democrazia, vivrà il 25 Aprile, giovane, coraggioso e antifascista.

ANPI MONZUNO, 25 Aprile 2020.