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Relazioni pericolose? Due convegni a Monzuno sul rapporto tra uomini, lupi e orsi

Il tema della convivenza con lupi ed orsi è quanto mai attuale, basti pensare alle vicende degli orsi trentini e alla drammatica decisione di abbatterne alcuni, o alle paure suscitate dal ritorno del lupo sull'Appennino. Ma sul tema da parte dell'opinione pubblica c'è una conoscenza superficiale: pochi sanno per esempio che i cani inselvatichiti sono molto più pericolosi e creano molti più danni dei lupi, oppure che ci sono più vittime che subiscono le aggressioni da parte della mucche che difendono i vitellini che da parte degli orsi.

Favorire la convivenza con lupi e orsi, conoscendoli meglio, comprendendone abitudini, esigenze, imparando se necessario a rispettare le giuste distanze. È l’obiettivo ambizioso che si pongono gli organizzatori di questi due appuntamenti intitolati appunto “Relazioni pericolose? Incontri su uomini e animali”, pensati dal Comune di Monzuno che li patrocina e realizzati dall’associazione Castel Merlino in collaborazione con Emilbanca.

Se da una parte oggi si investono tempo e risorse per favorire il ripopolamento in determinate aree per scongiurare il rischio di estinzione, dall'altro poi c’è chi invoca l'abbattimento di animali selvatici, soprattutto se grandi predatori, non appena questi ultimi si avvicinano all'uomo o agli animali d'allevamento.

Alla base di questo paradosso c'è soprattutto una scarsa conoscenza di questi animali, delle loro caratteristiche e delle loro abitudini. Ma anche un meccanismo perverso alimentato talvolta dai mass-media che sembrano trarre giovamento dalla diffusione di paure e vere e proprie psicosi collettive tra la popolazione. Spiega per esempio il medico veterinario Marco Vannuccini, relatore del primo incontro dal nome evocativo “Al Lupo, al lupo!”, che pochi sanno che i cani inselvatichiti sono molto più pericolosi e creano molti più danni dei lupi. “Non dobbiamo demonizzare inutilmente e falsamente il lupo – spiega Vannuccini - perché non è minimamente interessato all'uomo nella sua abitudine predatoria. Al contrario, dovremmo sfruttarne a nostro vantaggio le capacità di regolazione della fauna selvatica biungulata (cinghiali, caprioli, daini, cervi) proteggendo, per converso, i nostri animali da reddito”.

Il ritorno spontaneo del lupo è un avvenimento estremamente positivo, perchè indica il ristabilirsi di un equilibrio che si era perso nel tempo a causa del comportamento scellerato dell'uomo sia con la cementizzazione, sia con la caccia indiscriminata alle specie protette (è bene ricordare di tanto in tanto che anche il lupo è una specie protetta).

Appuntamento dunque sabato 16 gennaio presso la Sala della Biblioteca M.Marri di Monzuno alle ore 15. Oltre all’intervento di Vannuccini ci sarà quello dell'educatrice Angela Marchi che spiega: “Essendo una insegnante nella scuola per l’infanzia sono abituata a trattare aspetti conoscitivi fantasiosi e creativi, tipici dei bambini. Per questo darò l’avvio al percorso di conoscenza zoologico del lupo partendo dal suo punto di vista, attraverso una narrazione che evidenzi l'importanza e la necessità di "una sana convivenza", un dialogo lupo-essere umano rispettoso delle proprie specificità ed essenze” mentre Nicola Zanini, ex Guardaparco del Parco dei Gessi, esperto di animali selvatici, porterà un filmato molto interessante ed esplicativo sul lupo a cura dell'Ente Parco.

Secondo appuntamento sabato 30 gennaio alle ore 15 presso la Sala Polivalente di Vado, intitolato “Tutto quello che avreste voluto sapere sugli orsi e non avete mai osato chiedere”. Relatori l'ecologista Davide Celli e Claudio Mangini, presidente di Wolf Emergency.

Celli spiega come l'obiettivo di questa conferenza itinerante (ha già avuto modo di presentare il suo lavoro di ricerca e divulgazione a Verona, Belluno e Bologna e altre tappe sono in corso di organizzazione nel centro e nord Italia) sia favorire una maggiore conoscenza degli orsi trentini, nella consapevolezza che questo possa mitigare un conflitto spesso esasperato da un punto di vista mediatico. “Pochi sanno – spiega Davide Celliche ci sono più vittime per gli attacchi delle mucche che difendono i vitellini, che non per gli attacchi di orsi nei confronti degli essere umani. Eppure nell'immaginario evocato dai media il pericolo viene sempre dal feroce orso trentino, perché una vittima di una mucca non fa notizia”. Celli è convinto che il piano che ha portato a studiare il ripopolamento di alcune zone del Trentino e finanziato dalla Unione Europea sia stato elaborato bene, ma che purtroppo sia poco conosciuto dalla popolazione: bisogna tenere presente infatti che queste zone di popolamento si estendono a macchia di leopardo, non sono certo una riserva isolata. L'orso è fondamentalmente una vegetariano ma è normale che se è disorientato o si sente aggredito dall'uomo può diventare pericoloso per il bestiame e le persone che gli si avvicinano. Sono rimasti una cinquantina di orsi in Trentino, il minimo per salvaguardarne l’esistenza, e vanno protetti.

Anche l'intervento di Claudio Mangini sarà volto a illustrare come la convivenza tra uomo e animali selvatici sia possibile: nella sua esperienza sul campo come animal trainer, cioè addestratore di animali per il cinema, Mangini ha imparato a conoscere bene queste creature e le loro esigenze. Sa che se gestiti con rispetto i lupi possono essere una attrattiva per il turismo e che anche gli allevatori non hanno nulla da temere se organizzano il lavoro in fattorie wolf-friendly, come già sperimentato in diverse zone di Italia. Certo ci sono alcuni limiti normativi ma proprio per questo è importante sensibilizzare l’opinione pubblica. Anche in questo caso la parola chiave è conoscenza, perché è spesso l'ignoranza a generare paure.

L’ingresso ad entrambe le conferenze è gratuito e gli incontri sono aperti alle domande, curiosità, perplessità del pubblico, con l’obiettivo di soddisfarne le aspettative.

Nelle sale attigue al dibattito sarà attivo un laboratorio didattico per i bambini